5 Ottobre 2026 • Senza categoria •

Il quesito sottopostoci dall’ASOF

La recente sentenza della Cassazione ha stabilito che il certificato medico da solo non basta per trasportare una salma: serve sempre anche un atto amministrativo. Questo significa che in Lombardia torna obbligatoria l’autorizzazione del Sindaco?

La risposta è no. Ecco perché.

La sentenza riguarda il Piemonte, non la Lombardia.

La Cassazione si è pronunciata su un caso piemontese, applicando la normativa regionale del Piemonte, che funziona diversamente da quella lombarda. La sentenza non si esprime sul nostro sistema regionale.

Il principio che la Corte afferma è corretto e vale ovunque: il foglio del medico ha una funzione sanitaria, l’atto amministrativo ha una funzione diversa, e i due non si sostituiscono a vicenda. Ma quale sia l’atto amministrativo richiesto dipende dalla Regione in cui si opera.

Come funziona il sistema lombardo?

La Lombardia ha costruito nel tempo un proprio modello, più moderno, che distingue nettamente due situazioni:

Trasporto di salma

Cassa aperta, entro 48 ore dal decesso, prima dell’accertamento definitivo della morte. Il controllo pubblico c’è, ma avviene tramite comunicazione anziché autorizzazione: l’impresa funebre invia telematicamente la notifica al Comune del decesso, che la trasmette al Comune di destinazione e all’ASST prima della partenza. Non serve il decreto del Sindaco.

Trasporto di cadavere

Cassa chiusa, dopo l’accertamento della morte. Qui invece serve l’autorizzazione del Comune, esattamente come dice la Cassazione. Su questo punto il sistema lombardo e la sentenza sono perfettamente allineati.

Cosa deve fare concretamente l’impresa funebre in Lombardia?

Per il trasporto di salma (cassa aperta)

  • Certificazione del medico (curante, guardia medica o SSN).
  • Comunicazione telematica preventiva al Comune tramite la piattaforma regionale.
  • Il solo modulo regionale Allegato 2 basta.
  • L’autorizzazione del Sindaco non è richiesta.

Per il trasporto di cadavere (cassa chiusa)

  • Autorizzazione del Comune.
  • Compilazione del modulo regionale e apposizione del sigillo sul feretro.

In sintesi

La sentenza della Cassazione non cambia nulla per gli operatori lombardi che già lavorano correttamente. Conferma, anzi, un principio che il sistema lombardo applica da anni: il certificato medico e la comunicazione amministrativa sono due adempimenti distinti, entrambi necessari, che non si possono sostituire l’uno con l’altro.

Chi in Lombardia rispetta la procedura telematica regionale, certificato medico più comunicazione al Comune, opera in piena conformità con la legge.

Brescia, 2 ottobre 2026
Lo Studio Legale


Nota al parere

Parere redatto sulla base della normativa regionale lombarda vigente (L.R. n. 33/2009, Titolo VI-bis; R.R. n. 4/2022) e della sentenza Cass. civ., sez. II, n. 20873/2026. Per situazioni specifiche o casi dubbi, si raccomanda di consultare il proprio legale di fiducia o i servizi competenti del Comune.

Qualora la giurisprudenza o la Corte Costituzionale dovessero in futuro qualificare l’art. 339 T.U.L.S. come principio fondamentale vincolante per tutte le Regioni, il regime comunicativo lombardo per il trasporto di salma potrebbe essere messo in discussione. Allo stato, tale rischio è teorico e non supportato da alcuna pronuncia.

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